CHIESA PARROCCHIALE
DI SANT’ALESSANDRO
TRAONA
La Chiesa Parrocchiale di Sant’Alessandro, vero gioiello della Costiera dei Cech, risale al XIII secolo ed è un esempio straordinario di architettura gotica. Costruita con il contributo economico del popolo, in posizione dominante sul borgo di Traona, si lascia ammirare da buona parte della Bassa Valtellina regalando una vista mozzafiato grazie alle sue forme e ai terrazzamenti vitati che la circondano.
La chiesa è preceduta da un affascinante sagrato e con le sue maestose arcate, i dettagli finemente scolpiti e le stupende opere d’arte, trasporta chiunque la visiti in un viaggio nel tempo. I meravigliosi affreschi interni, che accompagnano la navata, gli altari laterali e il presbiterio, ricoprono le mura e gli ampi soffitti a volta, impreziositi da cornici e decori pregiati. Questi dipinti, realizzati da Giacomo Parravicini detto “Gianolo”, raffigurano svariate scene e soggetti religiosi che hanno il potere di illuminare il cammino dei fedeli o semplicemente di ammaliare, con la loro bellezza, chi varca il maestoso portone d’entrata. Altri aspetti di grande interesse sono l’antica abside affrescata dal celebre pittore Gaudenzio Ferrari, il Museo San Luigi Guanella, la sacrestia e l’Oratorio dei Confratelli del Santissimo Sacramento.
CHIESA DI
SANT’IGNAZIO
La chiesa di Sant’Ignazio un tempo era la cappella privata del vicino palazzo seicentesco dei Parravicini Medici, ora sede dell’istituto di beneficenza “Centro Rita Tonoli”. Voluta dal ricco e potente Ignazio Maria Parravicini, in onore di Sant’Ignazio di Loyola, fu commissionata al famoso architetto Pietro Solari di Bolvedro, al quale si devono altre opere come Palazzo Malacrida a Morbegno, Palazzo Salis a Chiavenna e l’Oratorio di San Gennaro a Delebio.
L’oratorio esterno di questo edificio Sacro ha una struttura semplice, in stile neoclassico, scelto per la sua sobrietà, vista la posizione della chiesa. Non mancano però dettagli in pieno stile barocchetto lombardo in alcuni particolari della struttura. L’interno dell’edificio è decorato con elementi architettonici come stucchi, balaustre ed è caratterizzato da un attento studio dei passaggi di luce: Solari ideò in modo geniale una chiesetta con pianta a croce greca e una cupola dalla quale filtrano i raggi di luce che creano effetti straordinari. Tutto è curato nei minimi dettagli, dai raffinati capitelli ionici ai motivi floreali, dai mascheroni ai percorsi in quota realizzati con stucco bianco e dorato. Il tutto viene accompagnato dai dipinti che ritraggono santi a figura intera, probabilmente realizzati da un artista collaboratore dell’architetto e dalla parte superiore delle pareti laterali, dipinta da Gaetano Corti della Val d’Intelvi, che raffigurano tematiche legate alla gioventù.
CHIESA DI SAN FRANCESCO
AL CONVENTO
La chiesa e il convento, risalenti al 1738, furono costruiti dai Frati Francescani come loro dimora e luogo di culto. Questa costruzione, situata in una meravigliosa posizione panoramica, è raggiungibile in auto o tramite la Via Crucis in Via Coffedo, un percorso spirituale di 14 tappe, ognuna delle quali caratterizzata da una pregiata cappelletta scolpita (al momento ne rimangono 12).
La bellissima chiesa presenta una facciata a capanna, semplice e meravigliosa, sostenuta da due poderose colonne e raffigurante un affresco di San Francesco, a cui è dedicato l’edificio sacro, realizzato dai fratelli Torricelli e impreziosito da una cornice in stile rococò. Anche all’interno si mantiene un pieno stile Francescano, ben visibile dall’estrema semplicità dei suoi altari in legno e non in marmo. Nell’unica navata trovano spazio diversi confessionali che terminano con il pulpito; quattro sono le cappelle, con una finestra alla sommità di ciascuna. La chiesa è decorata e impreziosita da varie sculture antiche provenienti dal vecchio convento in cui dimoravano i frati, che venne distrutto dalle piene del torrente Vallina. Il convento invece era ampio e di tutto riguardo e testimonia l’importanza dell’azione francescana nella Costiera dei Cech.
CHIESA DI SANTA CATERINA
DI CORLAZZO
Giunti nella frazione di Corlazzo troviamo la bellissima chiesetta dedicata a santa Caterina d’Alessandria, risalente al XV secolo. La facciata a capanna presenta un rosone che al tramonto convoglia i raggi del sole e li proietta sull’affresco del presbiterio, formando un cerchio di luce che avvolge la Madonna e il Bambino, raffigurati nel dipinto.
Il portone semplice, affiancato da due finestre, precede il sagrato che un tempo fungeva da cimitero. Sul lato dell’edificio sacro vi è un portone tamponato, un tempo ingresso principale, dove poco più avanti troviamo l’abside contenente un pregiato affresco risalente al Quattrocento. All’interno la chiesa è piccola ma interessante, il presbiterio è abbellito da un soffitto a volta completamente affrescata e costituisce, insieme alla sacrestia, la parte più antica dell’edificio in cui possiamo ammirare i resti di un’antica torre medievale. Questo luogo trasmette una quiete mistica e stupisce con la sua semplicità e i singolari dettagli, tra cui le decorazioni floreali che impreziosiscono l’affresco raffigurante le nozze mistiche di santa Caterina, richiamato nel presbiterio e nell’altare laterale presente nell’edificio. Gli storici ritengono che i dipinti siano stati eseguiti attorno al 1500 da Giovanni Andrea De Magistris, parente stretto di Sigismondo.
CHIESA DELLA MADONNA
DI FATIMA
Nella frazione della Valletta a Traona sorge la chiesa più recente del paese, dedicata alla Madonna di Fatima e a San Giuseppe lavoratore, fu inaugurata e consacrata nel 1981. La pianta è a forma rettangolare; l’ingresso, preceduto da un breve porticato, presenta un portale ricoperto di formelle bronzee, opera dello scultore contemporaneo Abram di Delebio. Il campanile a vela ha una sola campana sulla quale è incisa la frase: “Aprite le porte al Redentore”.
In prossimità del presbiterio trovano posto le statue lignee delle due figure sacre a cui è dedicato l’edificio sacro. L’interno, a una sola navata, è illuminato da semplici finestre rettangolari. Il presbiterio prende luce da una finestra policroma posta alle spalle dell’altare e raffigurante Cristo benedicente tra Santa Caterina e Santa Apollonia. Sulla parete a destra dell’altare, è collocata una tela del pittore contemporaneo Ferdinando Valenti raffigurante la Madonna di Fatima con i tre pastorelli.
CHIESA
DI SANT’APOLLONIA
Questo edificio sacro, un tempo dedicato a Sant’Agata, saluta i visitatori che raggiungono, per vari sentieri, questo luogo ormai disabitato. La costruzione, nonostante i vari rimaneggiamenti, risente dell’abbandono, ripopolandosi solo la seconda domenica di febbraio, durante la funzione che, per tradizione, si tiene in questa chiesa.
I muri, composti di belle pietre squadrate, celano all’interno le cappelle con i quadri di Sant’Antonio Abate e San Gottardo; sull’altare maggiore, una tela del 1700 raffigura la Madonna col Bambino tra Sant’Agata e Santa Apollonia. L’immagine di Sant’Agata che ritroviamo anche nell’affresco più noto nella vicina chiesa di Santa Caterina, rinnova il mistero del cambiamento del nome sia della chiesa che della frazione e rinnova il mistero delle due chiese così ravvicinate, forse per via dell’esistenza di due Confraternite che ambivano disporre di un proprio Oratorio.
CHIESA
DI SAN GIOVANNI DI BIOGGIO
La chiesa di San Giovanni di Bioggio emerge con la sua candida facciata da un fitto castagneto nell’omonimo borgo sopra Traona. Costruita nel Medioevo e successivamente modificata nel XVI secolo, presenta un’imponente scalinata che dona maestosità alla struttura.
Questo luogo era un punto d’incontro per gli abitanti dei paesi circostanti durante processioni e messe, particolarmente nel mese di maggio, quando i contadini si riunivano in preghiera per augurare la riuscita di un buon raccolto.
All’interno dell’edificio sacro, oltre agli arredi ben conservati, si può ammirare un’antica abside contenente un interessante ciclo di affreschi firmato da Sigismondo Magistris di Como e datato 1522.
La zona offre una vista panoramica sulla parte alta del lago di Como e sulle Alpi Orobie. Si può raggiungere la chiesa con una breve camminata adatta a tutta la famiglia. Lungo il percorso, si incontrano una chiesina dedicata a Sant’Antonio e una cappella con un dipinto dell’apparizione della Beata Vergine di Tirano. Il complesso di Bioggio, situato su un terrazzone in pietra, offre un’atmosfera sacra e confortevole, adatta anche a pic-nic in famiglia.
CERCINO
CHIESA PARROCCHIALE
DI SAN MICHELE
La Chiesa Parrocchiale di San Michele, a Cercino, fu costruita nel XIV secolo quando il borgo divenne ufficialmente un libero comune, per soddisfare il desiderio dei locali di avere un luogo dove celebrare la messa. L’interno, ad una sola navata, è dominato da un altare monumentale in stile barocco, in legno scolpito dorato e presenta quattro altari laterali.
Il soffitto è decorato da due grandi affreschi, mentre le pareti sono impreziosite da otto medaglioni che ritraggono dei santi e due tele, attribuite al noto pittore valtellinese Cesare Ligari, realizzate nel XVIII, oltre ad una tela di Giovanni Parravicini che è conservata nell’oratorio dell’Immacolata, adiacente la chiesa parrocchiale, sede delle confraternite locali. Spicca infine, per qualità pittorica, un ovale del XVIII secolo raffigurante il santo boemo Giovanni Nepomuceno. Di notevole bellezza è anche l’immagine della Madonna raffigurata sull’altare maggiore, impreziosita da meravigliosi intarsi in legno. L’edificio sacro presenta un ossario quattrocentesco con raffigurazioni di una danza macabra, soggetto tipico delle pitture rinascimentali religiose montane
CHIESA
DELLA MADONNA DELLA PIETÀ
Situata lungo la strada che conduce a Cino, la Chiesa della Madonna della Pietà è un piccolo edificio risalente al XVIII secolo, simbolo della ripresa economica e religiosa del paese dopo il burrascoso periodo seicentesco. L’edificio, a pianta ottagonale sormontata da una graziosa cupola, venne costruito tra il 1736 ed il 1774 e restaurato in due occasioni, nel 1933 e nel 1976.
All’interno, di grande interesse è l’altare in marmi pregiati realizzato da Giacomo Longhi di Viggiù nel 1768. Antistante il grandioso portale d’ingresso con stipiti riccamente lavorati in granito, si trova un piccolo protiro con colonne e lesene, che costituisce ancora oggi uno degli angoli più caratteristici del borgo. Ai lati dell’ingresso si trovano ancora oggi due piccoli sedili in pietra, sovrastati finestrelle che danno all’interno della chiesa, come voleva la tradizione del post-Concilio di Trento, per permettere di seguire la funzione anche ai peccatori non comunicati.
CHIESA
DELLA MADONNA DELLA NEVE
Situata nella frazione di Siro, essa è profondamente legata al miracolo della Madonna della Neve, che la tradizione popolare fa ricadere il giorno 5 agosto.
Al miracolo di tradizione romana, la piccola chiesa di Siro affianca una propria curiosa caratteristica: presso l’edificio religioso si trovano ancora oggi due castagni centenari, di cui le foglie di una delle piante non hanno il classico colorito verde, ma sono perlopiù bianche, quasi a ricordare il legame con la “Madonna della Neve” a cui la cappelletta è dedicata.
CHIESA
DI SANTA MARGHERITA
Situata nella frazione di Piussogno, la chiesa di Santa Margherita (più precisamente dei Santi Margherita e Carlo) venne edificata in quel luogo per sopperire alle esigenze spirituali dei fedeli di quell’area.
La chiesa, di fattura rinascimentale rifatta nel Seicento, presenta al proprio interno una preziosa croce in lamina d’oro del XV secolo, oltre a sontuose decorazioni barocche in marmo che accompagnano la presenza della pala d’altare, costituita da una “Santa Margherita” del XVI secolo di autore ignoto.
I CIANCET
Sul territorio del Comune di Cercino sono presenti, lungo le antiche vie di comunicazione, diverse cappellette votive, chiamate Ciancèt, affrescate e realizzate anticamente dalle varie famiglie, principalmente dedicate alla S. Vergine Maria. Se ne contano più di 10 e tra queste, lungo il percorso didattico, troviamo:
Ciancèt dei Bigiol
Situata nella strada che collega l’antico borgo di Siro con Cercino, affrescata dai Ligari, è dedicata a Maria madre della Divina Grazia.
Ciancèt de la Tensa
Situata nel bosco sopra Loc. Sponcione, sul sentiero che conduce al rifugio. Era un luogo di sosta durante il cammino verso l’alpeggio.
Ciancèt de la Brusada
Situata nell’omonimo maggengo, fu costruita da Ambrogio De Pianto con dipinti del 1909 e fu intonacata interamente con sabbia dell’Adda.
Ciancèt de Fiess
Situata nel borgo di Fiesso, a monte di Piussogno, fu realizzata dalla famiglia Bettiga e De Simoni nel 1873 e presenta l’affresco di S. Agostino.
CINO
CHIESA PARROCCHIALE
DI SAN GIORGIO
Le prime notizie relative alla Chiesa Parrocchiale di San Giorgio di Cino sono relative al 1447, quando viene abbozzata per la prima volta la descrizione dell’edificio che probabilmente doveva essere di epoca precedente
L’attuale costruzione visibile in centro all’abitato, risale invece ai secoli XVII e XVIII ed è il frutto delle ristrutturazioni compiute in epoca barocca dall’amministrazione cittadina. L’area dell’edificio religioso si trova ancora oggi in posizione dominante sul paese e dall’alto del picco roccioso su cui è costruita la chiesetta, è possibile ancora oggi ammirare uno dei panorami più belli della bassa Valtellina.

